lo scrigno del cuore è pieno di tesori, bisogna solo avere il coraggio di aprirlo
e il coraggio insieme alla gratitudine sono proprio la chiave per accedervi

Cosa puoi trovare all’interno del cuore? Talvolta quando tratto questo argomento, alcuni lettori cadono nella trappola di una visione romantica del cuore, ovvero tutto cio che nell’immaginario collettivo è connesso al cuore è – maggiormente nell’era contemporanea dove viviamo un impoverimento delle relazioni – qualcosa di legato alle mere emozioni, che in realtà è solo polvere che si dissolve, qualcosa che in sé non ha reale valore, perché è più importante produrre, creare, e non più emozionare, non più dare un significato, scrivere poesie o poetare alla luna sotto il suo fascio luminoso, bensì osservarla come un oggetto di studio.

Questo è pur sempre interessante perché studiandola dal punto di vista scientifico riusciamo a comprenderne i moti, i movimenti, e la sua influenza su di noi e sull’intero pianeta, tuttavia così facendo togliamo anche anima all’universo. La togliamo se non prendiamo il tutto in modo più sacro, cioè se non ci ricordiamo che dentro di noi vive un mito profondo legato alla Luna e che i nostri antenati lo conoscevano e attraverso quel mito spiegavano ciò che noi spieghiamo attualmente soltanto da una prospettiva scientifica.

Il mito quindi è qualcosa che ci aiuta a riconnetterci al sacro e al cuore delle cose. Quando risvegliamo un mito rispetto a un’entità della natura come un astro, o una foresta, ci riconnettiamo a qualcosa di profondo che ci permette di donargli rispetto. Il mito può essere anche personale, qualcosa che ci aiuta a ricordarci chi siamo e se noi spieghiamo l’anima attraverso un mito riusciamo a dare un significato maggiore alle cose e alla nostra esistenza.

Pensate all’anima che viene generata prima ancora della nostra nascita e che ha compiuto millenni di evoluzione viaggiando di dimensioni in dimensione, finché non si è ritrovata a individuarsi in un corpo, e completa una fase della sua esistenza incarnandosi sulla Terra; questo è un mito tipico, che nelle culture native descrive la funzione di quel qualcosa che risiede nel nostro cuore, che ha vita propria, che osserva, che riesce a sentire, a percepire attraverso il corpo, ma che vive anche al di là di esso.

Quell’anima è la ricchezza dello scrigno del cuore e ogni volta che noi siamo grati per qualcosa della nostra vita, riusciamo ad accedere all’anima e in qualche modo anche alla mitologia intrinseca che vi è in essa, poiché diamo significato maggiore alla nostra vita, alla nostra esistenza, ci leghiamo e intrecciamo ad archetipi, a immagini archetipiche, a vissuti, a emozioni che donano significato maggiore alla nostra rete di relazioni, ci danno intensità, qualità, potere, forza che viene irradiata.

Questa forza ci dà ulteriore coraggio per ritornare al cuore ogni volta che ne abbiamo bisogno perché per aprire questo scrigno del cuore bisogna avere coraggio. Il coraggio è infatti quella qualità che ognuno di noi dovrebbe ritrovare per ribellarsi a una vita monotona senza significato, una vita in cui dobbiamo ritrovare l’amore presente in tutte le cose, il sacro, e la bellezza che vi è in essa.

Rintracciate i vostri miti personali in questo meraviglioso plenilunio. Prendetevi un momento per voi, uno spazio d’ascolto. Cercate di scrivere un mito che vi riguardi o ricordate miti che parlino della Luna, della terra, degli alberi, di ogni singola cosa che permea su questo pianeta, ricco di bellezza, pieno di scrigni luminosi, che attraverso la gratitudine e il coraggio potremo aprire ed esplorare.

E così ci rimettiamo in cammino…
al prossimo viaggio

Alberto Fragasso

Voci dalle Terre del Sogno XXV – Lo scrigno del cuore