Voci dalle Terre del Sogno XXIV

L’ascolto profondo come medicina del quotidiano

tra l’agire e il reagire
c’è di mezzo la medicina del cuore

Cambiamento significa ascolto profondo dell’anima e delle opportunità che l’esistenza ci offre quotidianamente. Farlo è semplice, basta mettere una mano sul cuore in segno di giuramento e fedeltà nei confronti di se stessi, della propria anima, per riconoscere i propri sbagli e ammetterli, ma anche per riconoscere che dentro di noi c’è la piena responsabilità delle nostre azioni e siamo noi a scegliere come agire e come reagire nel mondo.

Possiamo scegliere se immettere, nel mondo e nella quotidianità, amore o se rimettere, nel senso di vomitare, tutti i nostri turbamenti, dubbi, le paure, attraverso le parole, nei social e nei dialoghi quotidiani. Possiamo sempre scegliere come agire e come reagire e l’ascolto profondo è ciò di cui abbiamo bisogno per poter scindere da quella che è l’azione dalla reazione.

Dunque come posso fare ad agire, senza reagire? Anche la reazione è qualcosa che può essere utile. Quando siamo depressi o quando cala la nostra energia, ci sentiamo flaccidi, in balia del vento, come un canneto che si lascia andare allo scorrere degli eventi, non in modo resiliente, ma facendo sì che la vita si viva da sé senza che noi ne siamo partecipi, allora in quel caso è importante reagire. Ma reagire dal profondo. Quando reagiamo dal profondo è perché abbiamo preso consapevolezza di qualcosa, quindi realmente stiamo agendo. La reazione improvvisa invece è qualcosa di diverso e quando un evento esterno e scatenante ci fa reagire e aizza qualcosa, in sé è come accendere un fuoco, un turbine, come accendere un motore o premere un grilletto per il nostro ego. Quando reagiamo in questo modo, spesso, le nostre reazioni sono spinte dalla paura, dalla rabbia, dal risentimento, e dal rancore e non ci comportiamo in modo consapevole, ma facciamo cose che non vorremmo e che nemmeno desidereremmo. Ci muoviamo, scappiamo da una relazione, che sia quella con il nostro lavoro, con il partner, con gli amici, scappiamo da un dialogo e ci rifugiamo dentro noi stessi o addirittura lasciamo uno spazio, lo abbandoniamo, lasciamo lì tutto, la situazione, lasciamo vacante il nostro spazio vacante di un’azione consapevole e quindi manchiamo di responsabilità. Ecco che è importante allora la medicina dell’ascolto profondo, perché se impariamo a non reagire, e cioè a rallentare con i nostri pensieri, e ad ascoltare quelle che possono essere le nostre ferite, come agiscono le parole degli altri su di noi, in che modo l’azione di un’altra persona favorisce o meno il nostro benessere, siamo in grado di scegliere anche come mantenere i confini con gli altri e allo stesso tempo evitare di mantenerli, ma fluire attraverso le emozioni. Non in balia del flusso di quel fiume, ma essere partecipi dell’acqua, essere l’acqua e stare in quel flusso, agire in consapevolezza, senza rimanere travolti dalla vita, ma co-partecipando con essa alla sua creazione.

Agire significa questo, prendere in mano la responsabilità della nostra esistenza e attivarsi per creare un cambiamento profondo. Ma se vogliamo creare un cambiamento profondo e radicale dobbiamo ascoltarci. E come possiamo farlo, se non attivando l’energia del cuore? Molti si sentono dire «ascolta il tuo cuore!», e certo, magari qualche volta lo abbiamo fatto, abbiamo realizzato i desideri del cuore, ma non siamo ancora soddisfatti. E come mai? Forse perché il cuore ambisce a un amore più grande? Forse perché abbiamo semplicemente bisogno di amare di più chi ci sta intorno? Forse ascoltarci profondamente significa semplicemente amare se stessi e ciò che ci circonda: la relazione con il nostro cane, con il nostro vicino, con il barman, con l’insegnante, con il vicino di casa di nuovo che è venuto a disturbarci un’altra volta, suonandoci il campanello e chiedendoci cose di cui ritenevamo di non avere bisogno, con il nostro partner, e con la vita in sé.

A volte reputiamo ciò che abbiamo come non abbastanza, eppure la vita in sé ci infonde di profonde risorse. Bisogna solo imparare ad ascoltare profondamente qual è il dono che l’esistenza ci fa, quale dono ci porta la persona che è venuta a suonarci il campanello? Qual è il messaggio profondo che ci sta mandando? Che emana? L’ascolto profondo ci permette di essere in sintonia con tutto ciò che la vita ci porta, e questo è un grande dono, perché ci permette di stare nel presente e di fluire nella nostra immensa esistenza.

E così ci rimettiamo in cammino…
al prossimo viaggio…

Alberto Fragasso

foto: https://www.deviantart.com/ahermin/gallery/

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