L’alba dell’esistenza, l’alba di un nuovo giorno…
Quando è stata l’ultima volta che ci siamo fermati a osservare un’alba?
Non vi è forse custodita in ogni giorno la possibilità dell’inizio di un nuovo cammino?

Com’è meraviglioso fermarsi a osservare la luce dell’alba! Sopraffina, sulfurea, come un lieve soffio, si innalza e si inebria all’orizzonte, rischiara la notte e invoca una nuova speranza. L’alba di un nuovo giorno è meritevole di osservazione. Gli uomini non si fermano più a osservare l’alba, il tramonto, il sole che gira, si muove, fa i suoi voli pindarici attorno alla terra e crea dei disegni nel cielo. Quei disegni, che come mandala in passato venivano rappresentati sulla terra attraverso delle mappe geografiche, che potevano talvolta essere anche politiche (nel senso che creavano dei confini mentali e aiutavano le persone a capire fin dove potevano spingersi, sia mentalmente che fisicamente), ma soprattutto mappe sacre, luoghi magici e di potere, portavano il cielo sulla terra.

Tutte le culture possiedono questo genere di lavoro metafisico. Il portare il cielo sulla terra parte proprio dall’alba, dalla rinascita. Portare il cielo sulla terra significa portare il paradiso nella vita quotidiana, ed è proprio un classico gesto, semplice, che possiamo fare tutti i giorni, mettendo una mano sul cuore e respirando. Portare il paradiso sulla terra significa restare nel momento presente, osservare come ci sentiamo e generare consapevolezza nel corpo. Non richiede uno sforzo mentale, ma si tratta piuttosto di uno sforzo in essere. Uno sforzo perché impieghiamo tanta energia dentro la nostra testa per pensare a quello che faremo nel futuro, senza sapere che la morte spesso è dietro l’angolo. La morte non solo nel senso che potremmo andarcene da questo pianeta da un momento all’altro (eh sì! È dura da digerire, ma è vero, non possiamo sapere quali siano i piani della nostra anima e forse è meglio così!), ma anche una morte in termini di personalità, il saper lasciare andare e il saper fluire attraverso il flusso del cosmo, il movimento onirico, intrinseco e archetipico della vita. Danzare con esso in sostanza. Tutto sta nella consapevolezza, nello stare in quella presenza consapevole. Se non moriamo mai continueremo a restare aggrappati a una scogliera, pur sapendo che dovremo lasciarci andare e abbandonarci a quello che la vita ci offrirà.

Può sembrare drastico questo messaggio, però è altrettanto vero: il lato oscuro della vita è il sapersi abbandonare all’ignoto e chi possiede coraggio e cammina nella via del cuore sa cosa significa. Il sentiero sciamanico pullula di disgrazie se pensiamo con la mente, e per disgrazie intendo tutte quelle situazioni spiacevoli che ci infastidiscono nella vita. Per esempio: “quella persona mi ha fatto uno sgarbo, deve pagare!”, “ecco oggi la giornata è andata storta, non come mi immaginavo o mi aspettavo, sicuramente accadrà così anche domani!”. Queste sono le piccole disgrazie dell’uomo moderno che si lamenta di ogni cosa. Si lamenta in continuazione e non vede davvero quelli che sono i drammi della società. Si lamenta per cose futili e non comprende il reale dolore che sta dietro una disgrazia. Le guerre, la morte, le persone che abbandonano la propria casa e si allontano dai propri cari; quelle sono disgrazie, il lamentarsi è un futile annoiarsi dell’esistenza e l’unico rimedio è respirare e conoscere il proprio potere personale, andare al di là di chi si crede di essere, morire a se stessi e recuperare la propria forza. Questo significa abbandonare l’inferno e portare il paradiso sulla terra, ovvero stare con quello che c’è, con le disarmonie, con il lato oscuro e abbandonarsi ad esso. Riconoscere il potenziale che sta nel fluire dell’esistenza e anche la fortuna che si ha di poter vivere con due gambe, due braccia, due occhi o in ogni caso di vivere con la propria alba interiore, cioè con quello che il Creatore o il Grande Spirito (Buddha, la Madre Terra, l’intelligenza universale o come preferite chiamarla) o tutta l’esistenza ci ha donato. Certo non è facile, anche se all’inizio di questo messaggio ho scritto che è semplice farlo. In realtà lo è, difficile è stare nell’esercizio quotidiano di portare il paradiso sulla terra, e vivere l’alba dell’esistenza giorno dopo giorno, passo dopo passo.

E così ci rimettiamo in cammino…
al prossimo viaggio

Alberto Fragasso

Voci dalle Terre del Sogno XXIII – L’Alba dell’Esistenza