Aprirsi come fiori all’esistenza e al flusso della vita

Un cambiamento profondo richiede un’importante osservazione dei propri movimenti interiori e non sempre come esseri umani nella danza quotidiana della vita lo facciamo con destrezza, anzi, talvolta cambiamo solo quando ci facciamo male o quando è strettamente necessario; mentre il cambiamento è uno stato dell’essere.

Bisogna imparare a essere resilienti. La resilienza è la capacità di essere presenti con morbidezza al flusso delle cose, è quel canneto al passare dell’acqua si affloscia restando radicato.

Quando la vita bussa alla nostra porta, noi dobbiamo imparare ad accoglierla in tutti i suoi aspetti, con calore, come in un abbraccio. Se la vita non ci piace così com’è, è perché a volte o non la accettiamo o non siamo in grado di vedere una prospettiva più ampia di essa e allora lì dobbiamo imparare a cambiare; non solo perché qualcosa non ci va bene, ma perché cambiare è un’esperienza importante per la nostra crescita. Cambiare ed evolvere.

Il cambiamento può essere vissuto in tre modi. Il primo è aggrappandosi a una situazione, perché non ci piace lasciarci andare e vivere qualcosa di nuovo, senza timore del futuro e stando nel presente e aggrappandoci ci permettiamo di restare in una zona confortevole per noi, che ci mette a nostro agio, ma che talvolta non ci permette di evolvere.

Un secondo modo è lasciando andare completamente tutto quello che non ci piace, senza capire neanche il perché non ci piaccia, semplicemente scartandolo, mandandolo a farsi benedire. Talvolta può essere anche utile soprattutto quando tendiamo ad aggrapparci a quelle cose, come nel primo caso. Questo è un modo brusco per cambiare, ma vedrete che in realtà poco a poco, non vi porterà a nessun reale tipo di cambiamento, perché ciò che non vi piace tornerà a mostrarsi in un’altra forma.

Un terzo modo per cambiare è quello di abbandonarsi alla bellezza di tutto ciò che ci circonda e lì non dovrete semplicemente far nulla se non restare in ascolto. Così cambierete in modo sano, proficuo, umile e rispettoso nei confronti di tutto ciò che vi circonda e allora solo lì comprenderete che cos’è la resilienza, perché nel dialogo, nella continua dialettica tra ciò che c’è dentro e ciò che c’è fuori, riuscirete a vivere nella pienezza e nel continuo flusso del cambiamento. In realtà infatti i primi due modi sono illusori, non generano un profondo cambiamento e non portano davvero da nessuna parte, se non a restare esattamente dove siete.

Il vero cambiamento è stare nel flusso, nella presenza delle cose, quindi chiaramente anche essere resilienti.

Ma cosa significa essere resilienti al giorno d’oggi?

Significa imparare ad accettare che le persone possono abbandonarci, che noi possiamo vivere anche momenti bruschi della nostra esistenza che possono adombrare il nostro quieto vivere, ma che ci insegnano che possiamo abbracciare gli altri esattamente per come sono. Possiamo imparare moltissime cose dalla resilienza, su di noi e sugli altri e la resilienza è spesso accompagnata dalla gentilezza e dalla amorevolezza.

La gentilezza si esprime semplicemente accettando con amore le cose che ci piacciono e quelle che non ci piacciono e l’amorevolezza è il passaggio successivo. È quando a un’azione gentile ci mettiamo la profondità del cuore, cioè abbandoniamo le nostre credenze, ciò che pensiamo del mondo, e abbracciamo anche altre prospettive, cioè quelle degli altri oltre alla nostra. In questo modo possiamo creare una comunità di persone che nella resilienza riescono a stare in armonia. L’armonia genera cambiamento e quando siamo nel cambiamento siamo in uno stato di benessere e di bellezza.

Da poco è uscito il mio secondo libro che parla proprio di come creare uno stato di bellezza nella propria vita quotidiana. Il suo titolo è Il tocco dello sciamano, antichi insegnamenti sciamanici per l’uomo contemporaneo e se non l’avete ancora letto, o se non li avete ancora dato l’occhio, vi invito a farlo. Potete trovarlo in tutti gli store on-line, nelle librerie o sul sito di Amrita Edizioni (a questo link).

E così ci rimettiamo in cammino…

al prossimo viaggio…

Alberto Fragasso

Lo sbocciare del cambiamento