Contattare qualcuno ai giorni nostri significa telefonargli, scrivergli una mail, mandargli un messaggio, un whatsapp, cercarlo a distanza. Contattare deriva da contatto e la nostra rubrica è piena di contatti. Facebook, instagram, linkedin, twitter; i social sono ricchi di contatti. Ma quanto vero contatto c’è in quel social-network all’interno di quello smartphone?

I potenziali di un social-network sono elevatissimi, ci danno la possibilità davvero di toccare a distanza una marea di persone, con la nostra parola, con la nostra informazione; e con un semplice gesto, un click con il pollice sullo smartphone, sul tasto “pubblica”, possiamo davvero toccare e contattare la mente di tantissime persone e coinfluenzarci a vicenda. Quindi l’idea di contatto si espande davvero con questi strumenti. In realtà il contatto con un’altra persona o più persone è sempre stato così.

Fin dai tempi più antichi si diceva che era possibile contattare idee e mondi; lo sciamano per esempio è in grado di contattare gli spiriti che vivono in altri mondi – o che impregnano il mondo di mezzo, cioè quello in cui viviamo e su cui camminiamo.

Esistono molti modi per contattare gli altri e il senso del contatto è molto più espanso di quello che crediamo. Non si limita al tatto. Quindi non limitandosi ad esso, ogni azione che compiamo all’interno di un social-network può avere una risonanza più ampia e contattare più persone. Questo ci da in mano una grande responsabilità, anche di contagio.

Le parole Contatto e contagio hanno la stessa radice*. Si è parlato molto di contagio in tempi di pandemia e di virus. Ma se pensiamo a un semplice virus, che può entrarci nella posta e può contagiare una serie di computer connessi su più fronti, su più server, allora anche i termini del contagio cambiano.

Si dice virale un’informazione che raggiunge più persone possibili in un lasso di tempo minimo. Quindi il contagio non è solo qualcosa di biologico, ma anche qualcosa che riguarda la sfera sensibile. Un pensiero, un’immagine, può contagiare la mente di diverse persone.

Allora come possiamo sfruttare un contagio e un contatto espanso, in termini di stati espansi di coscienza? Se usiamo la chiave sciamanica per osservare questi due termini, contatto e contagio, possiamo vedere che c’è uno stare con, la possibilità di stare insieme con dell’informazione, una connessione, che può essere virale o può essere amorevole.

Mettiamola così: e se potessimo contagiare il mondo contattando il cuore delle persone con la bellezza?
Immaginate un mondo contagiato di bellezza e cercate di vederla mentre contatta il cuore di ogni singola persona, come cambierebbe?
Quale rinnovo raggiungerebbe? Forse si ritroverebbe? Forse riconoscerebbe che la stessa bellezza che l’ha contattato da fuori era semplicemente lì da sempre come un tesoro sepolto negli abissi del mare e ritrovato?

E così ci rimettiamo in cammino…
al prossimo viaggio…

Alberto Fragasso

*Etimologia di:
Contatto – https://www.etimo.it/?term=contatto
Contagio – https://www.etimo.it/?term=contagio