Ritiro Sciamanico – 10 e 11 Luglio – La Matrice dell’Infinito

La Matrice dell’Infinito
Una ricerca della visione per ritrovare il senso profondo delle cose

Ritiro sciamanico del 10 e 11 luglio
sui colli pisani, a Lorenzana (PI)

Immagina la vita come un grande campo ricco di alberi da frutta, verdura e piante aromatiche che donano nutrimento, cure, medicine e gradevole piacere dei sensi. Immagina ora di contemplare questo campo e acquisire maggiore consapevolezza sull’esistenza…

Un seminario che accompagna comprendere e contemplare ciò che davvero nutre la propria vita quotidiana; a scegliere cosa seminare per realizzare ciò che si desidera nel profondo; e a muoversi sempre di più verso la destinazione dei propri sogni.

Una ricerca di visione verso la via del cuore, poiché lo sciamanesimo aiuta a realizzare la propria natura profonda, a scendere alla radice delle cose per ottenere una comprensione più  ampia ed essere a ogni passo più responsabili e nel proprio potere.

Attraverso le pratiche sciamaniche, un giardinaggio dell’anima e una botanica del cuore ci riconnetteremo alla matrice cosmica, allo spazio e al tempo, per generare un sentiero più ricco di pienezza, benessere e salute.

Dedicato a tutti coloro che desiderano recuperare un senso, ritrovare la strada di casa e tornare ad amarsi.

Il seminario si terrà presso la sede di Casa Divina, un b&b incantevole sui colli pisani, a Lorenzana (PI) nelle date del 10 e 11 luglio 2021.

Orario di sabato 9.30-18-30; orario di domenica 9.30-18.00

Per maggiori informazioni sul seminario contattare il numero 3339510085 o scrivere a onirion.dreamer@gmail.com

per vitto e pernottamento contattare direttamente Casa Divina: www.instagram.com/casadivinahome
casadivina17@gmail.com

Un piccolo dono per chi ci raggiunge dal venerdì sera!

www.sognarelaterra.it

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Rigenerare la Rete della Vita

Rigenerare la Rete della Vita
Per un nuovo contatto con se stessi, il mondo e la natura profonda delle cose

Per le culture native la rete della vita possiede numerosi nomi, ed è quel filo d’oro che connette tutte le cose: le piante, gli animali, gli umani e tutti gli esseri viventi. Un incontro puramente pratico per tutti coloro che vogliono contribuire a re-intessere la rete delle relazioni.

Adatto a chi:
Si sente sol*, lontan* da tutti e separat* dal mondo;
Desidera portare una prospettiva di cuore alla propria esistenza;
Desidera immergersi in uno spazio di cura delle proprie relazioni.

Gli incontri sono a offerta libera e si effettueranno online nelle date di mercoledì 12, 19 e 26 maggio dalle ore 20.30 alle 21.30/22.00.

Necessaria prenotazioni. Per maggiori info scrivere in privato a onirion.dreamer@gmail.com

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In tempi di crisi abbiamo bisogno di racconti, storie e narrazioni luminose: di una bussola per l’anima!

La vita è fatta di racconti, storie, leggende e miti. Ogni aspetto di noi narra qualcosa e, se ci sedessimo attorno a un fuoco insieme a coloro che amiamo e cominciassimo a raccontare ricordi e memorie del nostro passato, finiremmo per raccogliere una grande esperienza di guarigione.

Immaginate che questo libro vi conduca proprio attorno al fuoco insieme a una grande moltitudine di spiriti luminosi che provengono dalle più disparate aree del mondo e che si riuniscono per raccontare una storia di guarigione per voi e per tutte le persone che fanno parte di questo cerchio.

Sono certo che sareste grati per ogni singola parola che potrebbe portare guarigione alla vostra esistenza, o che potrebbe aiutarvi a comprendere aspetti profondi di voi, oppure provocare in voi un cambiamento e indurvi a scegliere una direzione più luminosa per la vostra vita.
Talvolta le parole sono sottovalutate, eppure hanno in sé un grande potere primordiale, un suono che entra nel cuore e conduce a cantare la propria esperienza di vita.

Cantastorie del passato, uomini medicina, sciamani erano e sono persone in grado di custodire le tradizioni dei popoli e narrare e cantare i miti che provengono dalla terra e dalle sue memorie, dall’aria, dall’acqua, dal fuoco e dal vento, per alimentare la vita con una maggiore prosperità.

Gli spiriti conoscono queste storie tramandate dall’esistenza umana in forme differenti e con parole diverse.

tratto dall’Introduzione, ne La Bussola dell’Anima, 101 racconti di guarigione e ispirazione, Edizioni Amrita 2021.

Da tempo immemore i luoghi abitati dagli spiriti, le terre del sogno, pullulano di creature magiche, maestri, saggi, animali di potere e piante curative, che elargiscono messaggi di forza e di guarigione.

Fin dall’antichità lo sciamano è stato in grado di andare oltre i veli e viaggiare in queste terre luminescenti, cariche di potere e amore, dove gli spiriti comunicano e dialogano, e raccontano storie ancestrali che ci aiutano a ricordare chi siamo, cosa siamo venuti a fare su questa terra e qual è il nostro scopo ultimo.

Qual è il compito dell’essere umano in questo grande ciclo di vita, morte e rinascita?
Qual è l’essenza delle cose? Queste e molte altre sono le domande a cui gli spiriti medicina, aiutanti e alleati dello sciamano, sono in grado di dare risposta, se siamo in grado di tendere l’orecchio.
Impariamo a seguire questa meravigliosa bussola in grado di rivelarci il nostro sentiero.

Le video letture della Bussola dell’Anima

Dai un’occhiata a queste meravigliose video letture dell’attore romagnolo Gabrio Gentilini e per saperne di più leggi l’articolo-intervista.

E così ci rimettiamo in cammino…
al prossimo viaggio…

Alberto Fragasso

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Una storia di accoglienza: ululare un grazie

Un tempo vi fu un piccolo lupo che per uno scherzo del destino si era allontanato dalla sua famiglia ed era rimasto tutto solo a gironzolare per le foreste, senza fratelli, senza madre, senza padre e senza cibo.

Girovagò per molto tempo da solo, in cerca di casa e di sostegno, finché un giorno, stremato dalla fame, giunse nei pressi di un gorgogliante ruscello e, senza più forze, nel tentativo di abbeverarsi, si accasciò al suolo, si abbandonò e lasciò che la vita facesse il suo corso.

Fortunatamente una giovane lupa appena diventata madre passava di lì e lo vide accanto all’acqua. Dopo qualche annusata, con il muso picchiettò la testa e il corpo e cercò di capire se c’era ancora un po’ di vita dentro di lui e, quando sentì con la punta del naso che il suo cuore batteva ancora, decise di raccoglierlo per portarlo al suo branco.

Il capo branco, un bellissimo lupo nero, non era molto contento di accogliere altri lupi che non facessero parte del suo lignaggio, ma del resto aveva un cuore tenero e, semplicemente guardandolo, decise di accoglierlo comunque.

«È così piccolo e fragile! Portategli del cibo!» disse, facendo subito portare un po’ di carne al cucciolo stremato dal cacciatore più esperto.

Il cucciolo era in un limbo tra la vita e la morte e quel pezzo di carne fu la salvezza per lui, una speranza di sopravvivenza, un appiglio alla vita; nonostante si portasse il peso della tristezza nel cuore e si fosse allontanato dalla sua famiglia, quel cibo gli fece comprendere che ne aveva trovata una nuova e un barlume di gioia si manifestò in lui attraverso una lacrima che gli scese dagli occhi, mentre si apprestava a mordere e masticare quel meraviglioso dono della vita.

Subito, tutto il resto del branco, incuriosito, accorse a vedere il nuovo arrivato mentre mangiava.

«Benvenuto!» dissero tutti, «Se per il nostro capo tu sei il benvenuto, lo sei anche per noi!».

«Benvenuto su questa meravigliosa terra, che nonostante le difficoltà a cui a volte la vita ti sottopone, ti sostiene e ti nutre! Sei vivo, c’è sempre speranza! C’è sempre speranza di trovare qualcuno simile a te, qualcuno simile a te che ti possa amare e accudire, qualcuno simile a te con cui crescere e diventare grande».

Il cucciolo di lupo, accolto nel nuovo branco, crebbe, diventò forte e non smise mai ogni giorno della sua vita di ringraziare la terra per il sostegno che gli aveva dato.

Ogni giorno alzava lo sguardo al cielo e ululava alla luna un canto di gratitudine per tutte le creature che l’avevano messo in sintonia con il proprio posto nel cerchio della vita. Quando il grande lupo nero, il capo, morì, lui prese il suo posto, divenne la guida per il branco e comprese che l’accoglienza era la più grande qualità e il più grande dono per un essere vivente.

Abbracciare quindi in senso più ampio ha il valore di accogliere qualcuno nella propria vita. Ora immaginatevi nell’atto di abbracciare tutta la comunità degli esseri viventi: non solo le persone che vi stanno attorno, ma anche gli alberi, le piante, gli animali, la comunità di uomini e il pianeta.

Abbracciamo il pianeta intero, accogliamolo con gratitudine. In questo modo cambieremo il nostro presente e il nostro destino, e li renderemo luminosi.

Tratto da Spiriti Alleati, Pratiche sciamaniche per crescere e guarire l’anima, Edizioni Amrita, 2017

Per altri racconti: In tempi di crisi abbiamo bisogno di racconti, storie e narrazioni luminose: di una bussola per l’anima!

Alberto Fragasso

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Lasciare andare come atto di libertà

Lasciare andare è la prima fonte e forma di morte spirituale. Immaginate l’acqua che scorre. L’amore è così: non si può trattenere e non si può lasciar ristagnare; fluisce come una cascata. Essere consapevoli di questo permette di imparare a lasciare andare. È importante riconoscere come l’amore abbia un suo flusso che permette alle cose e alle persone di scorrere e restituisce la libertà; quest’ultima è la forma più alta di evoluzione spirituale, poiché la libertà è ciò a cui l’anima ambisce. 

Quando si parla di libertà s’intende proprio abbandonare i condizionamenti sociali, i giudizi interiori, tutto ciò che avete introiettato nella vostra esistenza e respirare. Se fate attenzione al vostro respiro, potrebbe capitarvi di avvertire un blocco, un senso di fatica a lasciar entrare o uscire l’aria. Questo è uno dei modi in cui il bisogno di libertà si manifesta. Per ritrovarla è essenziale spogliarvi dei vostri fardelli. Tutto ciò che lascerete andare, vi verrà restituito in termini di potere, abbondanza e amore. Si tratta di una legge universale: più imparate a lasciare andare, più il mondo vi restituirà in termini di bellezza, poiché nella libertà risiede una bellezza vibrante e luminosa. 

Lasciare andare significa anche lasciarsi andare e abbandonarsi al flusso dell’esistenza, proprio come se vi abbandonaste a una meravigliosa cavalcata senza briglia affidandovi alla vita, al fatto che c’è sempre uno spazio per voi, un posto dove dimorare e abbondanza d’amore e di bellezza sempre disponibili in qualunque luogo e momento. Quando ci riuscirete avrete acquisito una grande maestria, la capacità di essere liberi. 

Lasciare andare e lasciarsi andare è la più grande forma di abbandono all’esistenza.

tratto da Il Tocco dello Sciamano, antichi insegnamenti sciamanici per l’uomo contemporaneo, Amrita Edizioni, 2019.

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Dalla Molteplicità all’io, dall’io al noi

«Mi contraddico? Certo che mi contraddico! Sono grande, contengo moltitudini…»
(Walt Whitman, Foglie d’Erba)

La comunità dell’universo è una comunità di cui tutti facciamo parte: minerali, piante, animali, umani, spiriti, pianeti, stelle, buchi neri, galassie e infiniti mondi. Tutti insieme contribuiamo al grande dipinto dell’universo. Ognuno ha la propria prospettiva, il proprio modo di vedere le cose, di percepirle e di esperirle. In genere, riusciamo ad intraprendere il nostro viaggio soltanto dalla nostra prospettiva e percezione personale.

Non sempre riusciamo ad immedesimarci negli altri, a vedere le cose dal loro punto di vista, a comprenderli, ad amare noi stessi e gli altri esattamente allo stesso modo. Abbiamo bisogno di tempo per comprendere la prospettiva altrui, per riuscire a vedere con gli occhi dell’altro. Questo è parte integrante di un lavoro per la comprensione del grande disegno.

Tuttavia, se viviamo con i paraocchi, accontentandoci della nostra prospettiva e consci solo dei nostri diritti, la nostra vita sarà piatta, priva di condivisione, senza alcun tipo di stimolo. Se invece ci lasciamo influenzare positivamente dal vissuto altrui e condividiamo il nostro esprimendolo, saremo in grado di essere partecipi attivamente del grande disegno armonioso dell’universo. Diversamente ci sentiremo isolati e soli: unici, ma allo stesso tempo chiusi.

Unici non significa autentici. Quando conosciamo l’altro, il diverso, riusciamo a comprendere la nostra autenticità. Se restiamo nel nostro piccolo rischiamo di chiuderci nella nostra percezione e di vederla come l’unica possibile su questo pianeta. Invece l’universo è fatto di un mare infinito di vissuti e possibilità, di esperienze e percezioni. Essendo immersi nel grande disegno, in questo grande oceano di possibilità, è importante aprirci a quella che tutti abbiamo di esperire miriadi di sfumature del mondo e di ciò che ci circonda.

L’apertura del cuore e l’accoglienza ci aiutano in questo, ci facilitano nella comprensione della meraviglia che sta in tutte le cose e di quella bellezza che ha mille sfumature e sfaccettature, di quella moltitudine in cui siamo immersi e di cui noi stessi facciamo parte.

Tratto da Spiriti Alleati, pratiche sciamaniche per crescere e guarire l’anima, Amrita Edizioni (2007).

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Celebrare la vita come una grande cerimonia

Anche se conduciamo una vita modesta, saper riconoscere e celebrare la sua pienezza e il rigoglio e il benessere di cui essa è colma ci permette di viverla con maggiore consapevolezza e arricchirla di significato.

Una vita pregna di significato ci rende ricchi nel cuore, là dove vi è già una profonda ricchezza che tuttavia necessita di essere valorizzata e onorata attraverso la celebrazione.

Celebrare ci permette di ringraziare ed essere riconoscenti per ciò che la vita ci offre tutti i giorni e l’atto di celebrarla in tutti i suoi aspetti ci aiuta a espandere il potenziale d’amore insito in ogni cosa.

Celebrare qualcosa o qualcuno non significa adulare o fare complimenti ipocriti, bensì riconoscere il vero valore insito in quella cosa o in quella persona, vederla con gli occhi del cuore e dell’anima, in profondità.

Ecco perché l’atto di celebrare la vita è molto importante: ci permette di osservare le cose dalla prospettiva profonda dell’anima; accoglierle attraverso un flusso di gratitudine ci permette di riconoscerne il significato più elevato, che rimarrà in noi una come memoria luminosa, in grado di tenerci svegli sempre e in ogni momento in cui ne avremo bisogno.

Celebrare la vita in tutti i suoi aspetti ci mette in sintonia con le bellezze dell’universo e con la nostra bellezza interiore. Celebrando l’universo e la vita, celebreremo anche noi stessi e la comunità.

Tratto da Spiriti Alleati, pratiche sciamaniche per crescere e guarire l’anima, Edizioni Amrita (2017).

e così ci rimettiamo in cammino,
al prossimo viaggio…

Alberto Fragasso

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Schierarsi con il cuore è il miglior viaggio che possiamo intraprendere

Il cuore possiede una miriade di funzioni, in particolare stabilisce e mantiene la salute e il benessere di corpo, mente e spirito.

Nel mio libro si parla anche di coerenza cardiaca, quella che per gli sciamani è l’apertura del cuore alla bellezza del mondo. (cap. 2).

[…] Il terzo tipo di connessione è quello biofisico esercitato tramite le onde pressorie del sangue. Il cuore infatti è una pompa che manda il sangue in circolo e la pressione prodotta è in grado di influenzare le onde celebrali; inoltre ha anche una relazione con il respiro. Questo dimostra come il cuore possa mandare segnale non solo al cervello ma anche a tutto l’organismo.

Alberto Fragasso, Spiriti Alleati, Ed. Amrita, pag. 129.

“Schierarsi con il cuore è fondamentale. Renderlo un degno compagno e alleato di vita la migliore strategia”


Lo sciamanismo, detto anche la via del Cuore è una forma di spiritualità ricca di saggezza antica, libera, senza dogmi, piena di calore, che Risveglia…fin dalla notte dei tempi l’Amor proprio e per la comunità. Un’antica Medicina.

L’Apertura del cuore

Il Cuore per le tradizioni sciamaniche è la sede dell’anima. Lì risiede l’anima della persona, l’anima dell’individuo, l’assere dell’individuo. Nonostante l’Anima sia presente in tutto il corpo della persona, principalmente la sua sede è nel cuore. Ecco perché la maggior parte delle tradizioni mistiche parlano del cuore, della sua apertura e della luce che vi è in esso. Attraverso la luce del cuore l’anima si espande e irradia e illumina ciò che la circonda. Si potrebbe dire che le persone si illuminano a vicenda, cuore a cuore. Le persone si scambiano luce, gli esseri si scambiano luce cuore a cuore. Ogni cosa ha un cuore poiché ogni cosa ha un’anima e anche gli esseri umani possiedono un’anima, la differenza è che gli esseri umani spesso hanno bisogno di riaprire il cuore, poiché spesso si allontanano dalla natura e aprire il cuore significa riconnettersi alla propria natura, alla natura insita in Se stessi. Riconnettersi alla propria anima, alla natura della propria anima: all’essere.

Quando si apre il cuore i benefici sono molti; ne beneficia l’individuo, ne beneficiano le persone che lo circondano, ne beneficia tutto l’essere circostante.

Quando il cuore è aperto le relazioni si fanno armoniose. La vita si fa armoniosa e segue il flusso armonico dell’onda e della bellezza, poiché quando si apre il cuore si ha accesso alla propria bellezza personale e tutto diventa colorato, pieno di colori e vibrazioni, l’essere si espande e l’uomo interagisce con se stesso e con la natura che lo circonda in modo più vivido e più lucido. Quando il cuore è aperto la Gioia si irradia, tutto è gioia, tutto diventa gioia, perchè tutto è Amore. In ogni anima c’è la scintilla dell’amore. Quella scintilla si trova proprio nel cuore e quando si apre il cuore si ha accesso a questa scintilla. Una risorsa preziosa, un piccolo fuoco che è necessario mantenere acceso e che rimanga accesso, poiché l’Essere, nonostante sia sempre presente, quando è riconosciuto straripa e inonda di Bellezza l’ulteriore Essere che lo circonda e si moltiplica, e si moltiplica, e si moltiplica…e si irradia infinitamente.

Quindi che fare? Perchè si chiude il cuore? A volte il Cuore si chiude per paura di Amare. Poiché l’anima è fatta d’amore e non può che amare, cos’è che blocca l’amore? L’ego. Che cos’è l’ego? L’ego è quella parte dell’essere umano che frena l’amore ed è composto dalle costruzioni sociali, da tutte le convinzioni e i pensieri indotti dall’educazione, dai suoi comportamenti, quelli diventati talmente quotidiani che cadono nell’inconsapevolezza. Quindi si può dire molto semplicemente che per aprire il cuore basta portare consapevolezza a se stessi. Per aprire il cuore basta rendersi consapevoli.

Detta così sembra facile, basta la consapevolezza, cosa vuoi che sia la consapevolezza? Eppure ricercare la consapevolezza significa mettersi in gioco e mettersi in gioco significa a volte rischiare di trasformare delle parti di sé che possono essere dannose, concedersi di rivalutarle, poiché non creano armonia intorno a noi e bloccano il flusso dell’amore, ovvero bloccano il flusso della nostra anima. Aprire il cuore significa quindi portare consapevolezza e semplicemente mostrare la propria luce interiore.

Come aprire il cuore? Una piccola pratica quotidiana per aprire il cuore potrebbe essere quella semplice di richiamare a sé gratitudine, di richiamare gratitudine nella propria vita.

È buono appena svegli ringraziare tutte le cose che ci circondano per la loro bellezza, anche quelle che reputiamo negative. A volte infatti è bene trasformare il giudizio con cui reputiamo le cose, non considerarle né positive, né negative, ma semplicemente per come sono e ringraziarle per la loro presenza nella nostra vita, poiché ogni cosa che giunge nella nostra vita è un dono, un dono dell’Universo e come tale è buono ringraziarlo, poiché attraverso la gratitudine riconosciamo l’amore dei doni dell’universo e una volta riconosciuti questi doni, l’amore si moltiplica e genera altro Amore. La gratitudine quindi è la chiave di tutto.

Appena svegli ringraziare la vita per tutto ciò che ci circonda e per tutto ciò che porterà durante la giornata e appena prima di andare a dormire ringraziare tutto ciò che è giunto con semplicità.

La via sciamanica è molto semplice, non richiede grandi cose, non richiede grande impegno, richiede solo semplicità, poiché l’essere è semplice, l’anima è semplice e in questo caso, in questa lunghezza d’onda anche aprire il cuore è semplice.

Per maggiori approfondimenti sugli studi sul cuore e la coerenza cardiaca segui i link:

Videohttps://youtu.be/QdneZ4fIIHE

Sito Heartmath con abstracthttps://bit.ly/2aVKDU2

Altri articoli: Il Cuore come Maestro di Vita: https://bit.ly/2RyQvXp


Alberto Fragasso

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Custodire il fuoco sacro del respiro

Per la prima volta nell’ottobre 2019, C. Michael Smith (che per me è ed è stato molte cose: un mentore in primis, un insegnante, una fonte di ispirazione, una guida alla scoperta e all’approfondimento del mio sentiero sciamanico), ha raggiunto l’Italia per un workshop intensivo su Jung e lo sciamanesimo e il Sacred Breathwork TM. La sua prima tappa è stata a Milano, il 4 ottobre, presso la Libreria Esoterica, dove ho avuto il piacere di presentarlo e per cui ero molto contento ed emozionato!

Durante la presentazione del suo libro, Jung e lo Sciamanesimo, l’anima tra psicanalisi e sciamanesimo (Amrita Edizioni 2017), ha trattato elementi di psicologia junghiana, di sciamanismo e approcci transculturali alla cura di corpo, mente e anima.

Oltre ad essere stato strano vederlo passeggiare per le strade di “casa tua”, è stato molto bello poterlo presentare al pubblico italiano!

Dietro ogni libro c’è sempre una storia, un motivo per cui è stato scritto, uno per cui pubblicato e dei come.
Quando “Jung e lo Sciamanesimo, l’anima tra psicanalisi e sciamanesimo” è stato pubblicato, anche la famiglia di Jung è interceduta nella sua pubblicazione perché conteneva delle verità su di lui che non erano ancora state svelate.

Michael Harner, famoso antropologo, ideatore e creatore del core-shamanism e della fondazione di studi sciamanici (FFS), amava collezionare libri sul genere e fu uno dei primi ad averlo.

Mentre è grazie a Mircea Eliade, uno dei più grandi, se non il più grande, storico delle religioni e antropologo, se conosciamo che la vita di Jung possiede diversi elementi tipici dello sciamanesimo. Lui quando era giovane incontrò Jung e lo aiutò a rendersi conto degli aspetti sciamanici presenti nella sua vita, e che probabilmente se non fosse nato in occidente sarebbe stato proprio uno sciamano.

C Michael Smith è stato un diretto allievo di Mircea Eliade presso l’Università di Chicago e ha scritto questo libro creando un profondo dialogo tra la psicanalisi junghiana e lo sciamanesimo. Infatti il titolo originale è “Jung and Shamanism in dialogue“.

Ma è grazie a Monica Amarillis Rossi che si è adoperata nella traduzione e a casa Amrita Edizioni (oltre che a Mario Lorenzetti che l’ha proposto per la pubblicazione gettando un seme) se questo prezioso volume ha visto la luce in Italia. Un libro che medici, terapeuti di ogni genere, antropologi e appassionati dovrebbero avere nella loro biblioteca.

Nel periodo in cui Stanislav Grof, psichiatra ceco, stava generando nuovi paradigmi e aprendo nuovi orizzonti della psichiatria, Mikkal era al suo fianco e lavorava con lui.

In seguito il primo elaborò la respirazione olotropica, il secondo la respirazione sacra (Sacred Breathwork TM) che si avvale di numerosi elementi sciamanico-rituali delle società native e animiste che lui ha incontrato nell’arco della sua vita.

La terapia del respiro da lì divenne presto la più potente forma di terapia esistente al mondo dopo quella psichedelica.

Nella foto Mikkal, C Michael Smith, che insegna durante “Il Tuo Archetipo”, il seminario che si è tenuto nei pressi di Alessandria.

“Inspira, espira e trova il tuo Centro
Inspira, espira e trova il tuo Centro.”

Nella foto C.Michael Smith durante una lezione di antropologia e psicologia del sacro, presso l’Agriturismo Pian della Castagna in Piemonte.

Dopo una settimana dal seminario di Mikkal dal titolo “Il Tuo Archetipo e la Respirazione Sacra”, risuonava ancora dentro e ha certamente continuato a farlo nei mesi a venire…

In quel periodo mi sono sentito attraversare da molta carica, energia vitale e passione!
Ed è grazie anche a tutti i partecipanti che tutto questo è stato possibile. Quindi grazie ancora di cuore.

Artwork di Sarah Brown

Jung una notte fece un sogno, si trovava a Liverpool e al centro della città c’era un albero luminoso con le foglie d’oro. Da lì ebbe l’intuizione che la direzione nei percorsi terapeutici e nella vita in generale fosse verso un centro profondo di equilibrio, il centro della psiche.

E voi come trovate il vostro centro?
Come ritrovate l’ equilibrio dopo una giornata difficile?

**Very bad bad shamanic guys**
Il seminario de “Il Tuo Archetipo e la Respirazione Sacra” si è concluso questa sera, ora si ritorna a casa..
See you soon C Michael Smith, Tu Kuy ❤️🙏🏻

Se desideri seguire un webinar gratuito di C.Michael Smith tradotto in italiano da Elisabeth Zoia, puoi accedere al suo intervento per Danzare con la Tempesta #07 – C Michael Smith: Navigare nella notte oscura del corona virus.

E così ci rimettiamo in cammino,
al prossimo viaggio…

Alberto Fragasso

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I Custodi della Terra, sognare un nuovo Pianeta

I plantigradi, grandi custodi della Terra del mondo animale

“Il compito dei custodi della terra, degli esseri umani, è proprio quello di proteggere e accudire la bellezza del suo sogno. Ciò significa ristorarsi, riposare, vivere, giocare, divertirsi, amare su questo pianeta, portando nel cuore tutta la sua bellezza e tutto lo spirito di cui è infuso, consapevoli di non essere mai soli.

Abbiamo visto come, in tutto questo, è importante il ruolo dell’intenzione, perché muove l’energia dell’amore verso una direzione precisa, crea una prospettiva che è imperniata su rispetto, fiducia, relazione e armonia, all’insegna di una coerenza individuale, globale e divina.

Abbiamo appreso di essere parte di un tutto, di un grande disegno divino, che non riguarda solo il pianeta, ma tutto il creato, nell’ambito del quale abbiamo tutti al nostro fianco degli spiriti alleati. Tutto ciò che dobbiamo fare è seguire il cuore e accedere alla nostra consapevolezza. In questo modo custodiremo la terra.”

tratto da Spiriti Alleati, pratiche sciamaniche per crescere e guarire l’anima, Amrita Edizioni, 2017, p. 320.

Si definiscono Custodi della Terra alcune popolazioni nativo-americane, di cui gli studi dello psicologo Alberto Villondo ci forniscono vari esempi. Da una prospettiva sciamanica e spirituale tuttavia ognuno di noi a proprio modo è un custode della Terra per il semplice fatto che a sua misura si può prendere cura del pianeta.

foto tratta dal National Geographic

Questo è la visione di cui il mio primo libro Spiriti Alleati si fa portavoce; ispirato alle tradizioni sciamaniche e alla medicina dei popoli nativi.

Da una prospettiva antropologica, attraverso il nostro sguardo, potremmo supporre che questa medicina dipenda esclusivamente da un intervento divino, delegando la responsabilità delle nostre scelte e della nostra guarigione a qualcosa di esterno, uno spirito per esempio. Tuttavia ci scordiamo che attraverso gli occhi nativi ogni cosa è impregnata di spirito, anche noi, e questo ci restituisce la responsabilità delle nostre azioni, della nostra attitudine e di ogni cosa.

E quali migliori Alleati se non le persone che ci circondano e che amiamo? Quanto è grande il cerchio della vita e immensi i suoi misteri?
Questa impronta spirituale ci ricorda quanto siano importanti i nostri legami, ricchi di sostegno e d’amore e quanto lo siano tutte le nostre relazioni.

Questa è la via del cuore sciamanica, la stessa di Alce Nero, sciamano nativo americano, la stessa degli sciamani tuvini, dei monaci buddhisti, del sacro cuore cristiano, dell’intelligenza cosmica della scienza, e dell’intero globo; che non separa, ma unisce umilmente e umanamente.

Per accogliere questa visione il libro accompagna in un cammino verso se stessi, da qui la prima parte dal titolo Camminare verso se stessi, poiché nessun cammino prescinde da questo; segue la seconda che è come un tuffo nelle profondità della medicina del sogno e della visione, alla scoperta dei nostri talenti, desideri e approcci alla vita dal titolo Il Sogno e la Visione; infine la terza parte, dal titolo Onorare il sogno della Terra, che conduce a travasare nel mondo le immense ricchezze che avremo trovato dentro di noi precedentemente, per fare la nostra parte, essere al servizio di noi stessi, della comunità e del pianeta, divenendo quindi suoi custodi.

“Un viaggio nelle profondità del Sé con l’ausilio delle pratiche spirituali più antiche del mondo e il sostegno delle tradizioni dei popoli del passato, del presente e di quello della Terra.”

“L’anima viaggia anche nella quotidianità. Anche nella vita di tutti i giorni viaggiamo nel tempo e nello spazio, in un universo fatto di vibrazioni”.

La Terra ci chiama a vivere consapevolmente, ma per vivere in questo modo dobbiamo attuare scelte consapevoli. Come fare?

È meglio scegliere ciò che conviene? O scegliere con consapevolezza? Scegliere in base alla convenienza di solito è una scelta per se stessi e non ha benefici nel tempo. Scegliere con consapevolezza rispecchia invece la collettività, i benefici si vedono (di solito fin da subito!) a lungo termine, ed è una scelta per se stessi, gli altri e l’ambiente.

Ho visto molte persone scegliere ciò che gli conveniva e con il tempo non essere pienamente soddisfatte, come quando il supermercato sconta i prodotti e sceglie per te cosa è conveniente acquistare. Tu invece in che modo vuoi scegliere per la tua vita? vuoi essere padrone di te stesso? Una scelta consapevole di solito è anche conveniente e possiede una qualità e un benessere globale.”

Quindi come possiamo contribuire a sognare un nuovo mondo?

E se fosse tutto un sogno? È facile per le culture native sciamaniche considerare tutto un sogno. Esiste un detto indigeno che dice “sogniamo il sogno sbagliato”.

Per un occidentale però non è affatto semplice considerare la realtà in cui viviamo solo come un sogno. Eppure reagiamo secondo i nostri pensieri, convinzioni, condizionamenti, credenze.

E se per “sogno sbagliato” intendessero la nostra visione delle cose? E se potessimo vedere di più? E se quel di più fosse la grande Bellezza intrisa nel cosmo che vive?

E così ci rimettiamo in cammino,
al prossimo viaggio…

Alberto Fragasso

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