Una visione unitaria di una realtà multiforme

Voci dalle Terre del Sogno XIV

“La luna può essere piena, talvolta crescente, altre calante, a volte non si vede neanche. Si tratta di prospettive”

Ognuno di noi possiede una prospettiva che è una realtà e una verità propria, che deriva da fatti ed esperienze, questo non significa che sia per forza reale*, la consapevolezza invece riconduce a una verità oggettiva dei fatti.

È importante abbracciare una visione della realtà unitaria e plurisfaccettata e queste voci dalle terre del sogno sono rivolte a osservare la complessità di prospettive che la quotidianità ci offre. Non esiste un’unica verità, ma tante che tuttavia convergono tutte verso una consapevolezza unitaria.

La scienza rivela aspetti della realtà quotidiana attraverso esperimenti e grazie alla realizzazione empirica di documentazione dimostra una certa realtà dei fatti. Alcuni paradigmi tuttavia stanno compiendo un’evoluzione e una nuova scienza prende piede e si affaccia al mondo, una scienza dello spirito che abbraccia più prospettive e che mira anche all’integrazione della saggezza spirituale e delle componenti metafisiche che albergano anch’esse nella realtà, ma che hanno un altro tipo di natura empirica.

Questo tipo di scienza che scende in profondità, osserva la realtà con nuovi metodi e accoglie il misticismo non come qualcosa di alieno da tenere distante, ma come un’aspetto importante dell’esperienza umana, propone nuovi e vasti campi d’indagine e percorre una strada verso la realizzazione del Sé dell’individuo e dell’anima di ognuno di noi. Una scienza arricchita dalla consapevolezza forse? Probabile.

Sfruttare una visione unitaria e vedere con occhi che integrano tutte le varie prospettive che ci stanno attorno a 360° sarebbe utile per lo sviluppo e la crescita individuale e collettiva. Accade spesso tuttavia che l’uomo tenda a separare vari ambiti – lo vediamo anche nelle scuole e nel modo in cui viene trasmesso l’insegnamento; abbiamo infatti le scienze naturali, la storia, l’italiano, ecc, vissute, imparate ed esperite per compartimento stagni – eppure sappiamo bene che l’apprendimento è multi e interdisciplinare. In ogni aspetto della realtà e delle cose noi apprendiamo una serie di aspetti che hanno una loro individualità, ma che si abbracciano e sono complementari.

Veniamo attorniati da una comunità di aspetti nella vita e se vogliamo ogni singolo aspetto della natura ha un insegnamento da donarci. Il mondo vegetale, delle piante, il mondo degli animali (dal branco di lupi, alla farfalla, all’uomo) e ogni singolo habitat hanno un profondo insegnamento per noi e ci mostrano come adattarci diversamente e interamente.

La comprensione dell’Essere è quindi certamente variegata e la scienza ne vede una parte, l’arte ne vede un’altra, la medicina un’altra ancora, e così via, come se ognuna di esse nutrisse una fetta della torta della realtà. La coscienza invece è in grado di integrare tutti questi aspetti e renderli uno, riesce a sfumare quel colore netto che solitamente è dato dalla testa.

Lo sciamanismo è una via mistica e un’arte della coscienza accessibile a tutti, a chiunque desideri scendere in profondità nel cuore delle cose e nel proprio cuore, ovvero là dove secondo le tradizioni antiche risiedono le risorse pulsanti della vita e la comprensione del Tutto – dal momento che tutti possiedono un cuore, essa è per tutti!

La chiamano la via del cuore non a caso e conserva i semi di una spiritualità ancestrale radice di tutte le forme di spiritualità umane. Un metodo inoltre di rivelazione personale antico come il mondo che permette di relazionarsi con tutti gli aspetti della realtà con una nuova coscienza e consapevolezza, nonché uno strumento di conoscenza empirica per i popoli antichi.

Da una prospettiva sciamanica, scienza, arte e medicina sono una forma diversa della stessa cosa, ecco perché la condivisione di queste antiche saggezze è di notevole importanza per un risveglio collettivo e della comunità che faciliti l’integrazione dei vari aspetti della realtà e della vita verso una visione di unitarietà globale.

Se ci aggrappiamo a una visione soggettiva di qualcosa non potremo abbracciare la comunità, ci sentiremo separati. La consapevolezza invece permette di travasare l’ego nel tutto e ci restituisce unità.

Ognuno è in possesso di grandi risorse anche chi pensa di non averne. Tutti noi ne abbiamo, abbiamo una serie di risorse infinita, perchè possiamo accedere anche agli aspetti di noi di cui non siamo consapevoli. Portare consapevolezza alle nostre risorse ci permette di rieantrarne in possesso e osservare la realtà come una realtà multidisciplinare, multisfaccettata e piena di colori, può aiutarci a discernere il mondo e la vita secondo differenti prospettive, senza abbracciarne per forza una, ma osservandole tutte dall’alto, in modo da essere in grado di vederne l’unità e a considerarci uno, un’umanità di aspetti. Ogni singolo individuo come una fetta e una faccia della realtà.

Non esiste una verità unica, ma una verità plurisfaccettata e se diamo coscienza a questa verità scopriremo che è unica e che si muove secondo le leggi dell’amore, ovvero secondo i cambiamenti dell’Universo.

Tutto è possibile, anche un’integrazione tra scienza, arte, cultura, magico e sacro. Basta solo ampliare la consapevolezza e osservare il mondo in un’ottica nuova.

Per chi volesse approfondire consiglio un articolo di Michael Harner che mette in dialogo sciamanismo e scienza, tradotto dall’antropologa Lorenza Menegoni.

E così ci rimettiamo in cammino,

al prossimo viaggio…

Alberto Fragasso

*La nostra prospettiva spesso risiede nella cristallizzazione della nostra educazione, delle nostre credenze, del vissuto che ha inquinato le nostre esperienze o che non ci permette di essere liberi.

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