La medicina e l’insegnamento dello spirito dell’Orso

Cenni antropologici sulla mitologia dell’orso

La figura dell’orso si perde nella notte dei tempi. Il suo potere archetipale è arcaico quanto la relazione fra lui e l’uomo. Esso incarna un’entità selvaggia che proviene dalle foreste e dalle caverne dove le forze della natura dominano incontaminate. Tuttora, ma soprattutto in tempi passati, prima che le culture tradizionali venissero soppiantate, esso era dio, padre, fratello, figlio, amico per tutti i popoli dei territori uralo-altaici, dalla Lapponia alla Siberia, fino alle Americhe, culture sciamaniche e animiste che lo hanno considerato un grande spirito medico e guaritore.

Ma il suo culto era presente anche tra i popoli indoeuropei, come dimostra il folklore e la mitologia norrena, celtica, greca e indiana e ancora prima, nella preistoria, di cui abbiamo testimonianze nelle pitture rupestri e nelle primordiali forme d’arte presenti nelle grotte, in particolare quelle di Chauvet in Francia, risalenti a circa 32.000 anni fa, dove l’ursus speleaelus contribuì alla produzione artistica in simbiosi con l’uomo di quei tempi che lo considerava sacro.

Le fonti scandinave riferiscono con abbondanza di particolari guerrieri, i berserkir (lett. “camicie d’orso”) consacrati a Odino, che durante le battaglie incarnavano l’orso e venivano posseduti da una furia inarrestabile. Tra greci e celti invece l’orso, ma molto più spesso il suo corrispettivo femminile, era legato agli aspetti lunari della dea, Artemide per i primi e Artio per i secondi, divinità connesse alla caccia, ai boschi sconfinati, alla natura libera, portatrici e dispensatrici di prosperità e abbondanza nonché associate alla costellazione dell’Orsa maggiore. Nelle tradizioni irlandesi e gallesi si possono rintracciare numerosi personaggi che testimoniano una discendenza dall’orso, facendo presagire un suo legame simbolico con la classe guerriera, nonché regale, come sottolineerebbe anche il nome di re Artù, derivato da art che significa “orso” in irlandese, personaggio chiave del foklore celtico e re indiscusso riconosciuto tra Cielo e Terra, poiché possessore della mitica spada Excalibur.

Quella dell’orso poi è una delle maschere animali più diffuse nel folklore europeo ed una delle più importanti dell’arco alpino e del territorio piemontese dove, tuttora, anche a seguito di operazioni di recupero della tradizione locale, l’orso è protagonista di alcuni cortei carnevaleschi. Prima di animare il carnevale, però, la sua figura mitica si presenta in un proverbio, diffuso in tutto l’arco alpino, relativo alla notte fra 1 e 2 febbraio, secondo il quale in questa data l’orso si risveglia dal letargo, esce dalla sua tana e osserva la luna traendone previsioni di carattere meteorologico: da quanto attesterebbe il proverbio e alcune sue varianti, se il tempo è scuro (luna nuova) l’orso non entra più nella tana ed inizierà presto la primavera; se è chiaro (luna piena) l’orso torna a dormire per altri 40 giorni e la primavera sarà tardiva. L’orso lunare quindi aveva la funzione di reggere e traghettare un sapere formulaico accompagnando il passaggio dalla stagione invernale a quella primaverile. Il motivo che spiegherebbe questo ruolo di predittore del risveglio della primavera, sembrerebbe il suo trascorrere l’inverno in letargo, passando da uno stato di quasi morte e tornando sulla terra per annunciare il risveglio della natura e il cambiamento dei suoi ritmi, esattamente come la costellazione dell’Orsa maggiore si leva e occupa la sua posizione svegliandosi dal letargo a primavera e compie un ciclo completo nel cielo per tornare a coricarsi coi tempi freddi.

Il suo significato non è stato del tutto tradito nemmeno ai giorni nostri dove occupa un posto di rilievo nelle fiabe antiche come nei disegni dei bambini animati, i quali in qualche modo dipendono in una certa misura simbolica da quelle fiabe, e come nell’orsetto di pezza regalato spesso ai piccini come figura di protezione e gioco.

Viaggio al Centro della Terra

La medicina dell’orso ha un ampio raggio, comprende aree di conoscenza e di sapere antico dedicato alla sfera umana con cui l’orso è sempre stato in relazione fin dall’antichità, fin dai primordi, ma anche al sapere connesso alla Terra e al pianeta, affinché l’uomo possa salvaguardarlo, rispettarlo, conoscerlo nei suoi più intimi aspetti e fraternizzare con esso; considerarsi ospite, non padrone indiscusso e dominatore, di modo che possa inserirsi e relazionarsi in un ambiente con il dovuto rispetto che si deve e si può avere verso una madre, la Madre Terra, ma anche verso un padre, Padre Cielo.

La medicina dell’orso è molto importante per la conoscenza intrinseca della Terra, della biologia terrestre, di tutte le creature che ne fanno parte e della creazione stessa che fin dall’antichità era presente. Si estende dalle rocce al muschio, dai licheni alle radici degli alberi, dagli alberi alla formazione delle loro foglie, dalle piante alle tipologie di ambienti e di habitat.

L’orso è un signore degli animali, li conosce, ci si relazione, vi entra in comunione, ascolta le loro storie e cerca di tramandarle all’uomo affinché possa rispettarli. L’orso abbraccia tutte le creature come se abbracciasse il pianeta e lo stringesse a sé curandolo e tramandando il suo spirito. L’orso ama il pianeta. Quando va in letargo sogna un pianeta nuovo, sempre migliore e quando torna dal letargo in primavera manifesta quel sogno ed ogni suo passo è dedicato a risvegliare lo spirito della Terra e l’armonia, la bellezza e l’amore intrinseco in ogni cosa vivente e morente su di essa.

Uno sguardo alla Luna

Essendo l’orso un grande Sognatore, damolta importanza alla Luna, la signora della notte, che lo guida e gli dona ispirazione. La Luna osserva la Terra dall’esterno e la vede nella sua intera bellezza. Quando l’orso sogna di andare verso la Luna, lei con la sua luce gli infonde l’amore e la bellezza della Terra che vede attraverso i suoi occhi e gliela soffia nel cuore. È per questo che quando l’orso si sveglia dal letargo osserva la Luna e gli chiede «È tempo di portare il sogno che mi hai donato sulla Terra e seminare? Oppure il sogno non è ancora maturo ed è tempo che lo porti ancora con me nel cuore della Notte?», se la Luna gli dice che è pronto e che i tempi sono maturi allora l’orso si desterà ed esattamente come il respiro della Luna era stato soffiato nel suo cuore, lui respirerà sulla Terra quella luce seminando gioia, amore e armonia sul pianeta ad ogni suo passo e ad ogni respiro.

Conoscere il Potere

L’orso è anche simbolo di potere. La sua medicina insegna anche all’uomo come ristabilire la connessione con se stesso. In verità quando l’uomo è connesso in armonia con il pianeta è connesso anche a se stesso perchè riconosce il suo spazio all’interno di un sistema che comprende tutti gli esseri viventi. Quando l’uomo è completamente allineato con se stesso e con questo sistema è nel suo potere, fluisce. La medicina dell’orso insegna proprio questo, a fluire nel proprio potere, a riconoscere quella forza guerriera che è in grado di sconfiggere tutti i condizionamenti, di scioglierli, che rende liberi, selvaggi e permette di correre nelle foreste senza giudizi, ma allo stesso tempo ha anche quel potere fecondo in grado di manifestare l’intrinseca bellezza dentro ognuno di noi per il Pianeta e per l’Umanità.

Alberto Fragasso

Bibliografia:

Gianna Chiesa Isnardi, I miti nordici, Longanesi, 1991, Milano, p. 577.
Riccardo Taraglio, Il vischio e la quercia, Edizioni l’Età dell’Acquario, 2001, Torino, p. 357.
Michael Grant, John Hazel, Dizionario della mitologia classica, Sugarco Edizioni, 1994, Milano, p. 53.
L’Universo, Istituto Geografico De Agostini, 1996-1997, Novara, p.37.
Grimaldi P., Il calendario rituale contadino, FrancoAngeli, 1993, Milano.