Ispirazione nordica, artica, la Finlandia e le luci del nord

tra natura, cultura e sciamanesimo, una breve descrizione del mio viaggio in Lapponia

La Finlandia e l’Italia vivono agli opposti dell’Europa. Possiamo dire che culturalmente entrambe possiedono per certi versi delle potenti opposizioni ma allo stesso tempo anche dei grandi punti in comune che provengono dagli strati più profondi della Terra e che si possono sentire e percepire se si cerca di ascoltare ciò che si cela appena sotto le radici degli alberi, appena si scende in profondità nella notte dei tempi che ci accomuna.

Durante il mio viaggio in Finlandia sono stato rapito dalla grande vastità della taiga e della foresta boreale, dai suoi alti alberi, abeti, betulle e pini (usati anche per costruite le case), dalla bellezza dei laghi e dalla maestosità infinita del silenzio che era percettibile appena ti allontanavi di qualche passo dai centri abitati.

Il respiro di questa terra me lo porto nel cuore, la dinamicità della natura e la sua creatività selvaggia sono il centro di un potere primordiale e ancestrale che vive fin dai tempi più antichi in cui gli sciamani della Lapponia camminavano ancora su questo pianeta per portare la loro tradizione e la loro medicina.

Durante questo viaggio insieme alla truppa di colleghi e amici ho incontrato molte persone che mi hanno aperto il cuore e sono stato accolto nel migliore dei modi. La vita là non sembra così semplice e sono stato fortunato ad andarci nel periodo estivo poiché le temperature erano ancora elevate, tuttavia molti finlandesi mi hanno parlato del fatto che l’inverno può essere molto faticoso. Le ore di buio infatti sono maggiori rispetto a quelle di luce e molto più a nord appena sopra il circolo polare artico l’oscurità può durare anche sei mesi, quindi quando la luce torna è vissuta come una potente grande guarigione e viene attesa, come una guida spirituale che illumina ogni cosa.

Sono certo che vivere la notte al nord significa davvero conoscere il letargo dell’orso ed è proprio seguendo la medicina dell’orso che sono finito in Finlandia, poiché come molti ben sapranno l’orso è un mio grande alleato sciamanico ed è anche il simbolo di Biella, la città in cui vivo, ma è anche un animale sacro per tutta l’area uralo-altaica eurasiatica e in particolare in Finlandia è il simbolo della nazione.

L’orso è sacro per i lapponi, per gli sciamani, i quali lo venerarono secondo il suo culto, i suoi cicli e seguendo il percorso dell’orsa maggiore, intrecciandovi miti e leggende ispirate dal mondo degli spiriti e dalla loro terra. Ed è grazie all’orso che ho avuto l’opportunità di incontrare splendide persone che mi hanno accompagnato in questo viaggio. Anne Murto nello specifico, una magnifica donna piena di risorse ha accolto me, Rossana Becarelli, filosofa, antropologa e medico dell’ospedale San Giovanni Vecchio di Torino; Tania Re psicologa e antropologa specializzata in etnomedicina ed erbe amazzoniche; Eija Tarkiainen, ambasciatrice del Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto e Davide Porporato, antropologo ed etnologo rinomato per i suoi studi sul cibo nostrano. Insieme abbiamo partecipato a questo incontro di guaritori finlandesi che si riunivano a Kuusamo in Lapponia, appena sotto al circolo polare artico. Qui abbiamo avuto modo di conoscere dei metodi di guarigione tradizionali e non e rimedi popolari antichi e nuovi che non sempre rientrano nei paradigmi della giovane medicina occidentale.

La connessione con gli spiriti del luogo per me è stata essenziale per procedere durante il viaggio perché ho potuto esplorare aspetti della natura locale, dei cibi e delle relazioni umane con un senso di sorpresa e di inaspettato che diversamente non avrei potuto vivere e sperimentare. Di solito infatti quando devo viaggiare tendo a operare un viaggio sciamanico per contattare le energie locali e domandare come posso onorare quelle terre e qual è il miglior modo per entrarvi in relazione. Questo mi da l’opportunità di creare maggiori aperture ed essere più profondamente connesso ai luoghi in cui viaggio.

In particolar modo è stato importante per me rintracciare attraverso delle brevi interviste le storie e i racconti di guarigione e di vita dei guaritori locali finlandesi per scoprire se c’era qualcosa in comune fra la loro e la mia storia personale.

Michael Smith, sciamano Cherokee e analista junghiano, autore di Jung e lo sciamanesimo (ed. Amrita) sostiene che l’amore sia la medicina (nel senso di forza generatrice che ci connette tutti quanti e ci mette in relazione n.d.r.), uno dei cardini quindi della guarigione sciamanica, e il mio compito è stato proprio quello di scoprire se anche per i guaritori locali finlandesi la guarigione passasse attraverso l’amore, che cosa intendessero loro per amore, e se aveva la stessa valenza che ha nella via sciamanica, ovvero la via del cuore. Ho cercato quindi di esplorare principalmente questi aspetti e non soffermarmi solo sui metodi e gli strumenti delle loro tecniche.

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Ho potuto constatare in loro che essendo custodi delle terre lapponi possiedano (taluni senza rendersene nemmeno conto) alcune intrusioni e riferimenti della cultura sciamanica locale passata, dei veri e propri custodi della tradizione. Tuttavia poiché gli sciamani a causa di alcuni eventi storici e politici culturalmente erano stati banditi, c’era timore per alcuni di loro sentirsi chiamare tali per paura di essere allontanati dalla società. La parola sciamano quindi viene poco utilizzata per questo motivo, ma anche perché l’antica via nelle culture autoctone richiede che non ci si auto definisca, ma è la comunità a riconoscerti come tale, qualunque sia la tua natura interiore, di sciamano, guaritore, artista, cuoco, artigiano, ecc. Questo è un insegnamento molto importante per la nostra società dell’apparenza, le antiche tradizioni infatti sottolineano come sia sempre la comunità a riconoscere una volta portato se stessi nel mondo. Unico metro di misura e dell’efficacia, soprattutto per quanto riguarda la guarigione.

Altro aspetto affascinante è il lavoro dei praticanti sciamanici come Dalva Lamminmäki, Ekke Leinonen e Kaarne Karjalainen, proveniente dal Centro Studi Sciamanici Ugro-finnici e Artici, che hanno sviluppato metodi di ricerca insieme agli spiriti del luogo che gli hanno aiutati a recuperare sottilmente alcuni aspetti delle tradizioni del passato, anche sciamaniche.

È stato meraviglioso condividere con loro un cerchio di tambureggiamento e guarigione per quelle terre che hanno subito dei soprusi culturali. I tedeschi infatti durante la seconda guerra mondiale hanno raso al suolo la cultura lappone distruggendola e dissacrandola ed è stato bello performare con loro una cerimonia di guarigione per il luogo. Questo è stato un tassello importante e parte integrante della mia esperienza lì, perché mi ha dato modo di sentirmi a casa.

Presente al ritrovo di guaritori tradizionali era anche Juha Pentikäinen, rinomato antropologo e studioso dello sciamanismo nordico, con il quale finalmente, dopo già svariati incontri, è stato possibile conoscerci meglio ed è stato interessante nonché sorprendente ascoltare delle sue avventure passate insieme agli sciamani lapponi. Insieme a Davide Porporato infatti siamo stati condotti al lago Kitka, un lago sacro ai confini tra Finlandia e Russia dove ci è stato possibile pescare insieme e ammirare i luoghi di potere della cultura sciamanica locale.

L’infinità degli spazi selvaggi inoltre mi ha dato l’opportunità di fare numerosi bagni nei laghi, dopo saune detossificanti, in relazione con gli spiriti delle acque, del vapore e della purificazione del corpo e di esprimere così il mio lato selvaggio in totale libertà e fusione con la natura. La nudità in Finlandia è vista come qualcosa di naturale, non vi è alcun tipo di tabù (in sauna infatti si entra come mamma ti ha fatto) e sacro è considerato condividere aspetti profondi di sé nonché prendere decisioni importanti durante le saune, dove è possibile facilitare l’afflusso del sangue grazie alla betulla, una pianta meravigliosa dalle mille proprietà, i cui rami vengono utilizzati proprio per questo scopo.

Un viaggio ricco di sorprese insomma che ha gettato i semi di qualcosa che presto germoglierà. Molte sono state le connessioni tra noi italiani e i finlandesi, come Marja-Liisa Honkasalo medico dell’università di Helsinki, e molti progetti di relazione sono in atto, primo dei quali è Sarastus, un evento imperdibile, che getta le basi per una rete di formazione globale e che si terrà nei giorni del 24-25 settembre a Torino; un modo per celebrare la Finlandia, ma anche l’Italia e un modo per creare relazioni e ponti luminosi che possano connettere le culture, il sud e il nord che seppure differenti sappiano trovare punti in comune, integrarsi ed essere di ispirazione per le altre nazioni. Lavoriamo con lo spirito del Sarastus ovvero quel momento magico della Finlandia in cui il primo raggio di sole all’orizzonte si mostra, è l’alba, dopo il grande inverno nordico, la prima luce, la nascita, l’irraggiamento luminoso delle grandi luci del nord, la guarigione da ogni paura e l’illuminazione dalle ombre. Lavoriamo con questa ispirazione, presto numerosi aggiornamenti. Per ora mi sento soltanto di ringraziare le grandi terre finniche.

e così ci rimettiamo in cammino,
al prossimo viaggio…

Alberto Fragasso

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