Il potere del “no” e del rifiuto

Voci dalle Terre del Sogno VIII

lunedì 22/02/2016

In questo plenilunio impariamo a porre dei confini di potere e a entrare in maggiore armonia con il mondo. La primavera è in arrivo ed è bene custodire la vita affinché prosperi nei mesi successivi, così ci mettiamo in sintonia con la luna, gli elementi e la natura e ci apriamo alle bellezze che l’Universo ha da offrirci.

“Il potere della parola no e del rifiuto. La parola no ha un grande potere, può mettere dei confini sani fra l’individuo e qualcosa che accade all’esterno, ma allo stesso tempo è una lama a doppio taglio perché può non permettere l’accesso del mondo esterno verso l’individuo. Può quindi risultare come un muro di rifiuto nei confronti del mondo esterno.

Un buon equilibrio nella vita sta in una buona interazione tra ciò che c’è dentro e ciò che c’è fuori, l’universo interiore e quello esteriore in comunione, non separabili ma in continua fusione l’uno con l’altro. È solo la mente che percepisce una chiusura. Ma allo stesso tempo quando la mente crea una profonda chiusura, una profonda cesura con l’esterno, l’individuo si sente isolato, a volte abbandonato, a volte risucchiato dal proprio mondo interiore. Ecco perché è importante ponderare molto bene come utilizzare la parola no e quando, senza abusarne.

Nel primo caso, quando si dice no per mantenere dei buoni confini è il caso in cui l’individuo necessita di coltivare il suo spazio personale, il suo percorso di vita, senza che l’eccesso del mondo esteriore possa in qualche modo contaminare il tempio interiore. Immaginate un orto, l’orto individuale che viene protetto in una serra durante le intemperie, di modo che possa dare i suoi maggiori frutti in stagioni migliori. Ecco, questo è un buon modo per mantenere dei confini sani.

Quando invece l’orto è protetto da mura di cemento allora la serra, i “serramenti” dell’orto, saranno eccessivi. Quindi se costruiamo una serra per il nostro orto, per proteggerlo dalla pioggia eccessiva, dalla grandine, dai tifoni, ci prendiamo cura dei nostri sentimenti e dei nostri sogni e quello sarà un buon confine per il mondo esterno, se invece muriamo il nostro orto con mattoni e cemento non potremo lasciare che entri ossigeno nella nostra serra e quindi le nostre piante in qualche modo periranno, i nostri sogni periranno e anche i nostri sentimenti. È importante coltivare le relazioni, è importante coltivare la relazione tra interiore ed esteriore, fra ciò che c’è dentro e ciò che c’è fuori, in un continuo equilibrio, sempre custodi del nostro mondo interiore.

Un principio spirituale antico è “come dentro, così fuori” e quando custodiamo il nostro mondo interiore, custodiamo anche ciò che c’è all’esterno; quando ci prendiamo cura di noi stessi, ci prendiamo cura anche degli altri. Un no sano è quando difendiamo i nostri diritti, quando ci amiamo, quando ci rispettiamo e quando non assecondiamo il volere degli altri sacrificando il nostro. Quando il no è consapevole, custodisce silenziosamente ciò che c’è dentro. Quando il no viene utilizzato con inconsapevolezza rischia di sfociare nel rifiuto, nel rifiuto di qualunque cosa, nel rifiuto di esperienza, di crescita e di evoluzione.

Dire no incondizionatamente non permette quel sano equilibrio tra dentro e fuori, poiché a volte bisogna dire , soprattutto alla Vita. Dire  alla Vita è un atto di potere di grande apertura verso il mondo, ma richiede anche coraggio e può portare alla pace e alla serenità; dire  alla Vita richiede accettazione e accoglienza di tutto ciò che c’è nel nostro mondo interiore con pienezza. Dire  alla Vita significa fluire nel mondo per ciò che si è davvero senza paura, ma con coraggio, nell’amore e nel rispetto.”

E così ci rimettiamo in cammino…

al prossimo viaggio…

Alberto Fragasso

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