Il Cuore come Maestro di Vita

Il Cuore dal passato ad oggi

Lo-Sciamanismo-è-la-Via-del-Cuore
“Lo sciamanismo è la Via del Cuore” tratto da “Visioni, Arte Sciamanica per l’Anima” di Alberto Fragasso”

Fin dai tempi più antichi il cuore ha posseduto una grande importanza non solo come organo fisico, ma anche come centro dell’energia vitale di un essere vivente, fulcro della saggezza popolare e delle tradizioni spirituali del passato.

Il cuore è casa, quando portiamo la mano al cuore parliamo di noi stessi, quando parliamo a cuore aperto siamo sinceri, quando siamo a cuor leggero significa che siamo sereni. La parola cuore possiede la stessa radice etimologica in italiano e francese di coraggio (dal latino cor con senso principale di vibrare), mentre in sanscrito si dice hridaya, termine che designa la realtà ultima, la libertà e la fonte che è presente anche nel cuore dell’universo, indice del tutto, del cuore del cosmo, del suo più intimo segreto e del suo puro respiro.

Secondo la medicina cinese e le tradizioni orientali, il cuore è l’imperatore tra gli organi, sede dell’energia spirituale che si esprime come coscienza e potere di discernimento, mentre tornando in India, anche secondo la saggezza yogica della Śiva-samhitā (uno dei principali trattati sullo yoga), il chakra del cuore, detto anche anāhata-cakra, è la dimora del prana, ovvero il soffio vitale, e dell’anima individuale della persona.

Psicostasia
Psicostasia, ovvero la “pesatura del cuore” nell’Antico Egitto

Tra i Greci, Ippocrate (ca. 460 – 377 a .C.), padre della nostra medicina, nel suo Corpus Ippocraticum, parla del fuoco innato che abita e alimenta il cuore, ovvero l’etereo pneuma innato, il soffio vitale e principio attivo che lo muove e ne mantiene il calore, mentre nell’antico Egitto è nota la psicostasia, una cerimonia contenuta nel Libro dei Morti dove al cospetto del dio Anubi, signore dell’oltretomba, avveniva la pesatura del cuore, prima di poter accedere all’aldilà. Se infatti l’organo, depositario delle azioni, buone o malvage del defunto, bilanciava la piuma Maat, simbolo di verità e giustizia, allora era considerato degno di passare oltre, diversamente sarebbe stato ingoiato dalla dea Ammit, “colei che ingoia i defunti“.

Con la stessa funzione escatologica, la psicostasia è presente anche nello zoroastrismo, dove avveniva attraverso Mitra, nell’islamismo, ma anche nell’ebraismo dell’antico testamento dove se ne fanno alcune allusioni e nell’immaginario cristiano della letteratura apocalittica dove l’arcangelo Michele si occupa della pesatura.

Tra i Celti invece troviamo divinità capaci di scaldare il cuore e dargli sollievo, come la gallica Belisama, più comunemente Brigit, sopravvissuta durante il cristanesimo in Irlanda sotto le spoglie di Santa Brigida da Kildare, custode del fuoco sacro e signora del sole, principi vitali per l’essere umano e per l’intero pianeta, a lei ancora nelle Isole Ebridi dedicano nelle case un’immagine, la vestono di bianco e vi pongono un cristallo sul cuore.

Questi sono solo alcuni esempi di come la saggezza popolare e tradizionale ponesse spesso il cuore al centro, esso è la casa dell’anima e del soffio della vita di ogni essere umano, ovvero lo stesso soffio presente nel cosmo e nell’universo. Ora vediamo cosa dice la scienza contemporanea a riguardo.

Quanti cervelli possediamo?

"The Balance of the Heart" di Christian Schloe
“The Balance of the Heart” di Christian Schloe

Il cuore è un importante organo riconosciuto per le sue capacità di pompare il sangue e regorlarne il flusso nell’apparato circolatorio, insieme ad altre funzioni vitali del corpo ed è connesso anche al sistema nervoso. Per comprendere meglio le funzioni del cuore, abbiamo bisogno di fare un passo indietro e osservare il sistema nervoso nel suo complesso.

Il sistema nervoso è un apparato che si occupa di ricevere ed elaborare informazioni dall’esterno e dall’interno dell’organismo, nonché regolare alcune funzioni corporee. Quello umano è composto da un sistema nervoso centrale (costituito dal cervello e dal midollo spinale, che dal cervello scende per tutta la lunghezza della colonna vertebrale) e da un sistema nervoso periferico. La medicina contemporanea suddivide ancora il secondo in due parti: il sistema nervoso volontario e il sistema nervoso involontario o autonomo. Il primo è responsabile di tutte le azioni che svolgiamo volontariamente come muovere un arto, spostarsi, camminare o masticare, il secondo invece gestisce le attività involontarie del corpo come il funzionamento degli organi interni, il metabolismo, la regolazione termica, la digestione ecc. Questo si suddivide ancora in due parti, simpatico che si occupa degli stati di “attivazione” dell’organismo, e parasimpatico che si occupa del deflusso degli stessi. Ma quando parliamo di sistema nervoso, il cervello che ne è il principe, ne diventa il soggetto cardine.

Secondo il neurologo Paul McLean che ha sviluppato nel 1949 una teoria utile alla risoluzione dei traumi, il cervello cranico si divide in tre parti:

  • Il cervello rettile o tronco encefalico, la parte più antica del cervello che condividiamo con i rettili e che pare si sia formata in origine nei primi pesci apparsi sul pianeta, gestisce le funzioni di sopravvivenza fondamentali dell’organismo tra cui l’istintualità, la riproduzione, la sessualità, il sonno, il senso di territorialità, l’attacco, la difesa e funziona in modo “primordiale”.

  • Il cervello mammaliano o limbico, condiviso soltanto tra i mammiferi e non presente nei rettili, capace di governare le emozioni e gli aspetti connessi al relazionarsi e all’attaccamento sociale e all’espressioni di emozioni quali rabbia, gioia, paura, ecc.

  • La neocorteccia, presente solo negli esseri umani e divisa in emisfero destro ed emisfero sinistro, ci da la possibilità di pensare, ragionare, elaborare, pianificare, usare la logica e la creatività, ma anche suonare o disegnare, apprendere e svolgere tutte le funzioni cognitive considerate “peculiari” dall’essere umano.

Nel cervello mammaliano l’ippocampo controlla la memoria degli eventi vissuti, mentre l’amigdala fornisce ad ogni singolo stimolo il livello giusto d’attenzione, arricchendolo di emozioni e gestendo soprattutto la paura e le memorie emozionali facendo un confronto tra le esperienze del passato e quelle correnti.

Tutto questo ha reso il sistema nervoso come il principio governatore di tutto il sistema corpo per la scienza contemporanea, finché negli anni settanta il cuore non ha cominciato a “farsi notare” in alcuni esperimenti di neurobiologia. John e Beatrice Lacey, del Fels research Insitute di Filadelfia, negli Stati Uniti, furono i primi a notare che nonostante il cervello inviasse ordini al corpo, un organo, il cuore, non obbediva necessariamente in modo automatico ai messaggi inviati, ma possedeva una propria logica, una propria risposta, che poteva essere alle volte opposta a ciò che il cervello proponeva.

Essi scoprirono inoltre che il cuore poteva inviare segnali che non solo il cervello comprendeva ma ai quali successivamente poteva obbedire. Da qui in poi, il cuore, da sempre riservato a poeti e artisti, alle madri di famiglia, ai bambini e alle persone “sensibili”, a una certa connotazione romantica e filosofica, organo dell’ambito “emotivo” e considerato quasi un handicap per le persone “forti”, “potenti” e intelligenti, comincia a farsi spazio donandoci una nuova coscienza di sé che va al di là della “semplice” emozione per come la conosciamo.

Anno dopo anno infatti si scopre che il cuore conteneva un sistema nervoso autonomo, indipendente e specificatamente sviluppato, e nel 1991, dopo approfondite ricerche, uno dei primi pionieri in Neurocardiologia, il Dr. J. Andrew Armour, introduce il concetto di “cervello del cuore”, il quale possiede circa quarantamila neuroni, tanti quanti ce ne sono in alcune parti del cervello, con aggiunta di un fitto reticolo di neurotrasmettitori, proteine e cellule di sostegno. Grazie a questi circuiti il cuore agisce e prende decisioni da sé indipendentemente dal cervello, ed è in grado di apprendere, ricordare e percepire e influenzare il cervello cranico.

Come comunicano il cuore e il cervello

Il Campo Elettromagnetico del Cuore secondo gli studi dell'HeathMath Insstitute.
Il Campo Elettromagnetico del Cuore
secondo gli studi dell’HeathMath Insstitute.

Dagli studi approfonditi dell’Istituto di Heartmath della California, sembrerebbe che il circuito del cuore sia connesso alle emozioni profonde del potenziale umano quali l’amore incondizionato, la gioia, la gratitudine e agli stati di coscienza e consapevolezza che ci riconnettono alla saggezza popolare e alle tradizioni spirituali del passato.

Ma vediamo come cervello e cuore entrano in comunicazione. Sono quattro i tipi di comunicazione che avvengono tra questi due organi:

  • Una connessione di tipo neurologico, che avviene attraverso la trasmissione di impulsi nervosi. Il cuore infatti è in grado di registrare le informazioni che provengono dal sistema ormonale e da altri sistemi e tradurle in impulsi nervosi, elaborando da sé l’informazione che riceve e trasmettendola al cervello tramite il nervo vago, seguendo il cervello limbico e giungendo alla corteccia dove ci sono i centri di percezione superiore. Questa specifica rete nervosa permette al cuore, unico organo fisico con questa proprietà, di agire sulle stesse funzioni del cervello che riceve da esso più impulsi di quanti non gliene invii. In questo modo il cuore può influenzare l’attivazione o l’inibizione di alcune parti del cervello, nonché del nostro modo di pensare, vedere le cose, percepire la realtà, le nostre reazioni di fronte ad essa e in particolare quelle emotive.

  • Una connessione di tipo biochimico che avviene attraverso ormoni e neurotrasmettitori. La scoperta del 1986 di due ricercatori del Quebec, Cantin e Genest rivalutano il cuore per le sue sole funzioni cardiovascolari. Essi infatti scoprono che il cuore produce un ormone che va ad agire inibendo gli effetti dell’ormone dello stress, creando un effetto di equilibrio sul corpo che prende il nome di “omeostasi”, che fornisce un’importante risorsa per i nostri tempi e la nostra società.

    Il cuore secerne inoltre la propria adrenalina e altri ormoni che si pensava fossero prodotti solo dal cervello. Produce fra gli altri anche l’ossitocina, detto anche “ormone dell’amore”, liberato dal cuore quando una persona prova amore nei confronti di un’altra, come il bambino nei confronti della madre, aprendo la possibilità che le nostre emozioni non siano prodotte dal cervello, bensì che passino attraverso i circuiti cardiaci.

  • Una connessione di tipo biofisico che avviene attraverso le onde pressorie. Il cuore come una pompa ad ogni battito invia la pressione sanguigna a tutto il corpo. L’attività cerebrale è molto sensibile a quella del cuore e si è scoperto che vi è una relazione tra l’arrivo al cervello delle onde di pressione sanguigna provenienti dal cuore e l’attività delle onde cerebrali. Si è osservata inoltre una relazione diretta tra la pressione sanguigna e la respirazione e alcuni ritmi del sistema nervoso autonomo. Il ritmo cardiaco invia messaggi non solo al cervello, ma a tutto il sistema corpo indipendentemente.

  • Una connessione di tipo energetico che avviene attraverso le interazioni magnetiche. Il campo elettromagnetico del cuore è cinquemila volte più potente di quello del cervello. Questa energia elettrica pervade tutte le cellule del corpo fisico, creando un legame particolare tra esse. Tale connessione elettromagnetica ha permesso ai ricercatori di spiegare in modo più specifico l’influenza dell’attività cardiaca sulle onde cerebrali. Interessante inoltre come l’aspetto di questo campo reagisca in base agli stati emozionali: si è osservato infatti che il campo prende una forma caotica e disordinata, con uno “spettro incoerente” per parlare in termini scientifici, quando si provano stati di turbamento quali paura, stress, angoscia ecc. Mentre in stati emotivi profondi quali gratitudine, perdono, compassione il campo sia ordinato, con uno “spettro coerente”. Questo campo ha un’ampiezza che va da due a quattro metri tutto intorno al corpo, quindi l’informazione energetica del cuore viene ricevuta da tutti coloro che ci stanno attorno.

Questo mostra l’importanza del cuore per il sistema corpo rendendolo l’effettivo imperatore dell’organismo.

Risonanza e coerenza del cuore

Anahata-cakra, il chakra del cuore.
Anahata-cakra, il chakra del cuore.

Riprendiamo l’immagine indiana del chakra del cuore che vede il cuore come un fiore che si schiude nella consapevolezza e parliamo di risonanza e coerenza. Secondo il principio fisico scientificamente studiato su vari sistemi fisici e subfisici, in ogni sistema oscillatorio, sia materiale che biologico, il sistema funziona al massimo delle sue capacità e con il minimo dispendio di energia quando tutte le sue parti sono sincrone. Questo stato di coerenza perfetta fa si che il sistema dia il suo massimo rendimento; e siccome il corpo è un grande sistema oscillatorio biologico e il cuore è il più potente oscillatore del sistema, quando tutti gli organi entrano in risonanza con il cuore, avviene quel fenomeno di coerenza cardiaca che ottimizza il nostro funzionamento umano ad ogni livello. Uno stato di armonia. Quindi, quando il cuore è in grado di imporre il suo ritmo, tutti gli altri sistemi del corpo, a tutti i livelli (fisico, emotivo e mentale), sono automaticamente armonizzati al loro ritmo principale e ottimizzate le loro funzioni.

Si può allora definire un altro percorso della coscienza che passa attraverso il cuore, un nuova fioritura del potenziale umano che vede le sue condizioni di salute, il suo benessere, la sua stabilità e la sua piena geniale creatività nel seguire il ritmo del proprio cuore. Una consapevolezza nuova e allo stesso tempo “antica” del potenziale umano.

Questa coerenza si sviluppa anche quando due sistemi cuore (per esempio due persone) entrano in relazione, una connessione cuore a cuore crea coerenza tra i due sistemi, crea profonda armonia.

Il Cuore dalla prospettiva sciamanica e del sognare

Da sempre l’arte sciamanica del sognare vede il cuore come il centro dell’Universo dell’individuo e proprio per questo viene considerata la via del cuore; ma da questa prospettiva ogni cosa possiede un cuore poiché ogni cosa possiede un’anima e la pratica sciamanica mette in relazione profonda ogni singolo essere vivente.

Il tamburo nelle tradizioni spesso viene associato al battito del cuore della Terra e il suo suono facilita una connessione coerente tra l’individuo e il cuore del pianeta, il cuore dell’Universo e il cuore di tutti gli esseri viventi.

Il cuore influenza le onde cerebrali e infatti quando si è in uno stato non ordinario di coscienza il cervello passa dalle onde alpha, beta, alle onde theta, il cuore si espande e la coscienza comincia a viaggiare in una consapevolezza nuova.

L’Ayahuasca, la bevanda amazzonica per eccellezza, è chiamata anche la medicina del cuore dagli indigeni non a caso, poiché è in grado di espanderne il suo circuito, donando la consapevolezza giusta a creare coerenza e benessere nel corpo e armonia nelle relazioni.

Quello che l’arte sciamanica e la prospettiva del sognare ci insegna è che il cuore è un potente organo e luminoso strumento sciamanico che ognuno di noi possiede, il Maestro in grado di trasformare le memorie del passato insite nel cervello, ed è la sede della nostra più alta coscienza, l’anima che sogna e desidera, la responsabilità individuale, il direttore d’orchestra, in grado di vibrare e creare campi armonici con consapevolezza nel nostro corpo e in tutto ciò che ci circonda. Affidandoci al cuore abbiamo diritto di riprendere in mano la Vita secondo il nostro più Alto potenziale.

Per maggiori informazioni sulla pratica sciamanica e l’apertura del Cuore, puoi dare uno sguardo a questo articolo di un paio di anni fa dal titolo “L’ Apertura del Cuore“.

Alberto Fragasso

Bibliografia:

Annie Marquier, Usare il cervello del cuore, Edizioni Amrita, 2009, Torino.

Boris De Rachewiltz, Il libro dei Morti degli antichi egizi, Edizioni Mediterranee, 2001, Roma.

Marco Massignan, Guarire i Traumi, ripristinare la saggezza di corpo e anima con Costellazioni rituali, Somatic Experiencing e Sciamanismo Uno Editori, 2012, Milano.

Mircea Eliade, Lo sciamanismo e le tecniche dell’estasi, Edizioni Mediterranee, 2005, Roma.

Roberto Fattore, Feste pagane, Macroedizioni, 2004.

Śiva-samhitā, lo yoga rivelato da Śiva, a cura di Maria Paola Repetto, Magnanelli, 2012, Torino.

Stefano Piano, Enciclopedia dello Yoga, Magnanelli, 2012, Torino.

Miranda J. Green, Dictionary of Celtic Mith and Legend, Tames and Hudson Ltd, 1992, Londra.