Abbandonare le maschere, trasformare i ruoli e riconoscere Se Stessi

Voci dalle Terre del Sogno XVII
Abbandonare le maschere, trasformare i ruoli e riconoscere Se Stessi

12 – 03 -2017

“Quante volte il contenuto emotivo di ciò che proviamo influenza le nostre giornate?
Quali ruoli interpretiamo – anche inconsciamente – nelle nostre relazioni di vita quotidiana?”

Ognuno di noi viaggia costantemente con delle maschere che servono per entrare in relazione con gli altri. C’è chi prima ne indossa una, poi un’altra o magari una sopra all’altra; sono ruoli che interpretiamo per entrare in società e nella comunità e alcune maschere possiedono anche un bagaglio di dolore dovuto a esperienze pesanti, negative, oscure della vita dell’individuo.

Queste maschere non sempre però ci agevolano e ci facilitano, perché delle volte recitiamo dei ruoli che non sono più congeniali al nostro benessere personale e psicofisico. Importante è quindi imparare a osservare quali maschere utilizziamo nel mondo per stare a contatto con gli altri e con noi stessi.

Un buon modo per prendere coscienza delle proprie maschere è guardarsi allo specchio. Osservare il proprio volto quando pensiamo «io mi amo». Osservate il volto che utilizzate in quel momento e fotografate bene quell’immagine perché è proprio la maschera che utilizziamo quando osserviamo noi stessi e riveliamo la cosa più profonda che dovrebbe essere necessaria per la quiete e l’armonia interiore.

Una volta che avremo ben fotografato quello sguardo, potremo cercare di trasformarlo e capire perchè quel volto si è creato e plasmato in quel modo. Osservandoci allo specchio inizieremo a entrare in una profonda introspezione, andremo a scavare dentro noi stessi, nei reami dimenticati della nostra mente e andremo a osservare, a vedere, a esplorare certi ricordi che ci hanno portato ad avere un segno, una cicatrice, sia fisica, che emotiva, magari uno sguardo, un occhio più chiuso dell’altro, un sorriso di sbieco, o magari un raggiante e radioso sorriso che esprime tutto l’amore che proviamo per noi stessi.

Ecco, se riusciamo a osservarci allo specchio radiosi, spontanei, sorridenti, vuol dire che avremo raggiunto un ottimo obiettivo di vitale importanza, un obiettivo di vita.

Se il sorriso accade spontaneo vuol dire che va oltre la maschera. Quando sorridiamo, quando ci facciamo una sana risata o quando siamo ironici nei confronti di noi stessi, facciamo cadere le maschere. Infatti, la risata è la migliore medicina per annientare qualunque maschera e non è una risata che deride, ma è un sorriso di compiacimento che concilia la Bellezza, si accorge di essa, dell’imperfezione e la accoglie.

L’invito quindi è far cadere più maschere possibili attraverso l’ironia, il riconoscimento del passato e attraverso la Bellezza, perché oltre le maschere c’è Bellezza, la bellezza di chi Siamo, che è importante accogliere.

Durante i giorni di questo plenilunio quindi l’invito è quello di entrare in profondità dentro noi stessi, osserviare le nostre maschere, farne una mappa e cercare di capire quando recitiamo in un modo e quando in un altro, per scoprire che in fondo siamo noi a scegliere il copione della nostra vita. Questo infonderà grande responsabilità nel vivere e ci restituirà potere personale. È tutto nelle nostre mani.

Un principio spirituale antico è come dentro, così fuori; questo significa che ciò che si muove all’interno di noi stessi è rappresentato all’esterno da qualcosa o qualcuno. Rituali e cerimonie venivano e vengono performate dai nostri antenati, da sciamani, mistici e guaritori con la comunità e per essa con l’intento di creare cambiamento e armonia nel mondo, ma anche pace negli individui (vedi il recupero dell’anima). Esse hanno alla base un intento che muove un’azione, metaforica o pratica, che porta un cambiamento nella coscienza.

Questo per proporvi ora un semplice rituale per abbandonare le maschere. Vi basterà creare una candela o procurarvene una già fatta e incidervi sopra gli aspetti di voi stessi che desiderate trasformare. A questo punto accendete la candela e chiedete al fuoco, spirito trasmutatore e trasformatore per tutte le culture – tutto ciò che tocca il fuoco si trasforma – che si tramutino in luce e si dissolvano. Ricordate di prendervi comunque un momento di riflessione per ringraziare le maschere e gli aspetti di voi stessi che avete abbandonato perchè vi hanno permesso di giungere dove siete. È sempre importante ringraziare prima di lasciare andare qualcosa…

buona cerimonia!

Al prossimo viaggio

e così ci rimettiamo in cammino…

Alberto Fragasso

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